Tempi di Covid 2
2020
- Anno
- 2020
- Tecnica
- Tecnica mista su stoffa
- Dimensioni
- 37.5 × 30 cm
- Edizione
- Unique
- Disponibilità
- Disponibile
Serie
Testo critico
In Tempi di covid, il movimento quotidiano diventa un percorso amministrato, nel quale il corpo continua ad avanzare mentre la sua identità si riduce a traccia dentro un ambiente regolato. L’opera sottrae la pandemia alla cronaca dell’emergenza e la riconduce a una trasformazione più profonda dell’esperienza ordinaria: camminare, attraversare uno spazio, comparire in pubblico sono azioni ormai inscritte in protocolli visivi e comportamentali. Nel ciclo Tempi di covid, Zampogna riprende così la contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale» che attraversa la sua ricerca, ma la trasferisce dall’immagine pubblicitaria alla disciplina concreta dei corpi.
La falcata ampia promette autonomia e continuità, ma la mascherina e l’indeterminatezza del volto contraddicono quella sicurezza, facendo dell’individuo una presenza insieme attiva e cancellata. Il passo non conduce verso una meta riconoscibile: resta fissato nel gesto stesso dell’attraversamento, come se la libertà di muoversi coincidesse ormai con l’obbligo di seguire un tracciato. Le fasce azzurre della stoffa delimitano infatti un passaggio chiaro, mentre la trama increspata attraversa corpo e spazio senza distinguerli. Il supporto non accoglie semplicemente la figura, ma la converte in segnale intermittente, sottoposto alla stessa griglia che organizza l’ambiente. Anche l’andatura più risoluta appare quindi vulnerabile alla perdita di nitidezza.
Rispetto alle mitologie mediatiche dei cicli precedenti, qui il codice non si sovrappone alla vita come messaggio riconoscibile: è già diventato la forma entro cui la vita può manifestarsi. La pandemia agisce come una condizione della visione, capace di rendere estranei i gesti più comuni e di sostituire alla piena presenza una sagoma funzionale, leggibile soprattutto attraverso protezione, distanza e direzione. L’opera lascia così emergere una tensione senza soluzione: il corpo procede, ma il suo avanzare testimonia quanto lo spazio condiviso sia divenuto un dispositivo che orienta, separa e rende anonimi.











