Tempi di Covid 12
2020
- Anno
- 2020
- Tecnica
- Tecnica mista su stoffa
- Dimensioni
- 80 × 60 cm
- Edizione
- Unique
- Disponibilità
- Disponibile
Serie
Testo critico
Nel ciclo Tempi di covid, l’opera trasforma la pandemia in un conflitto fra contenimento e desiderio di evasione, nel quale la protezione del corpo coincide con una nuova distanza dal mondo. Zampogna non illustra un episodio preciso dell’emergenza sanitaria, almeno per quanto consentono di stabilire le informazioni disponibili. Sottopone invece una presenza ordinaria al sistema di segni che ha regolato l’esperienza collettiva nel 2020. La mascherina rende il corpo immediatamente storico, ma la sua funzione non si esaurisce nella cronaca: interrompe la relazione diretta fra volto, spazio e osservatore, convertendo la figura in un’immagine pubblica della vulnerabilità.
La figura mascherata, immobilizzata davanti a tre campi cromatici e rivolta verso l’alto, lega il protocollo sanitario a un’attesa che non trova compimento nello spazio reale. Il rettangolo giallo, blu e rosso non apre una profondità, ma introduce una soglia grafica, quasi un’immagine dentro l’immagine, che separa ulteriormente il soggetto dall’ambiente. A questa stasi risponde la stoffa popolata di mongolfiere: il motivo prestampato assorbe il corpo in una promessa di movimento e fa oscillare l’opera fra superficie domestica, fantasia di viaggio e scenario mediale. Anche il supporto, quindi, partecipa alla tensione. Ciò che dovrebbe alludere al volo si ripete come decorazione, mentre la figura resta ancorata a una base pittorica che ne ribadisce la sospensione.
Il lavoro prolunga così la contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale» che attraversa la ricerca di Zampogna, ma la riconduce alla condizione percettiva della pandemia. L’evasione non appare come esperienza disponibile, bensì come repertorio di immagini già confezionate, ripetute e consumabili. La gravità del momento convive con un’ironia trattenuta: il mondo continua a offrire simboli di libertà proprio quando il movimento è limitato. All’osservatore rimane una presenza protetta ma isolata, collocata fra la disciplina del presente e un altrove ridotto a ornamento.











