Tempi di Covid 15
2020
- Anno
- 2020
- Tecnica
- Tecnica mista su stoffa
- Dimensioni
- 20 × 20 cm
- Edizione
- Unique
- Disponibilità
- Disponibile
Serie
Testo critico
Nel ciclo Tempi di covid, l’opera trasforma la mobilità quotidiana sotto restrizione in un’immagine di prossimità negata, dove protezione e contatto convivono senza ricomporre una presenza condivisa. Zampogna non illustra semplicemente un episodio della pandemia, ma sottopone una scena ordinaria alla stessa contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale» che attraversa la sua ricerca. Il tragitto in scooter, gesto associato alla libertà di movimento e all’esposizione del corpo nello spazio urbano, diventa qui una forma compressa dell’esperienza collettiva: si procede insieme, ma ciascun volto resta sottratto all’altro.
Le due figure mascherate condividono lo spazio ristretto del mezzo, ma la sovrapposizione dei corpi non produce intimità: rende visibile una vicinanza regolata dalla separazione. La mascherina interrompe la continuità fra volto, identità e relazione, mentre le stesure chiare e discontinue lasciano i corpi in una condizione instabile, come se la scena fosse trattenuta solo provvisoriamente sulla superficie. Anche la trama grafica della stoffa attraversa ambiente e figure, assorbendo l’episodio contingente in un flusso visivo che indebolisce la distinzione fra esperienza vissuta e immagine pubblica. Il mezzo conserva una certa consistenza materiale, ma chi lo occupa appare più fragile, esposto a una cancellazione che non coincide con l’immobilità.
Rispetto ad altre immagini del ciclo, concentrate sui ruoli pubblici o sui dispositivi sanitari, questa piccola scena misura la trasformazione pandemica attraverso un’abitudine comune. La tecnica mista su stoffa non fissa un documento, bensì rende precaria la sua leggibilità: ciò che potrebbe appartenere alla cronaca urbana diventa il segno di una socialità sospesa. L’opera porta così la pandemia dentro la grammatica più ampia di Zampogna, dove i codici collettivi modellano il reale fino a renderlo inseparabile dalla propria rappresentazione. Resta una contraddizione senza soluzione: il movimento continua, mentre la relazione viene schermata proprio nel momento della massima vicinanza fisica.











