Tempi di Covid 10
2020
- Anno
- 2020
- Tecnica
- Tecnica mista su stoffa
- Dimensioni
- 150 × 110 cm
- Edizione
- Unique
- Disponibilità
- Disponibile
Serie
Testo critico
Nel ciclo Tempi di covid, l’opera misura quanto poco resti dell’autorità quando i suoi segni devono convivere con il protocollo sanitario, trasformando il rango in un’immagine pubblica esposta alla stessa vulnerabilità di ogni corpo. Zampogna non oppone semplicemente potere religioso e fragilità biologica, ma li costringe a occupare la medesima figura. Il cardinale diventa così il punto in cui una funzione istituzionale, costruita attraverso un codice secolare di abiti e insegne, incontra la condizione condivisa della pandemia. La contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale», centrale nella ricerca dell’artista, agisce qui come crisi della rappresentazione pubblica: ciò che dovrebbe rendere immediatamente leggibile il rango non riesce più a separarlo dal presente sanitario.
La mascherina interrompe la continuità simbolica fra volto e abito cardinalizio, subordinando la riconoscibilità individuale a un dispositivo comune, anonimo e regolamentare. Zucchetto, fascia rossa e croce pettorale conservano la grammatica dell’autorità, ma la sua efficacia appare ridotta a un insieme di segnali ancora visibili e ormai insufficienti. Anche la stoffa verde lavora contro la stabilità del ritratto: la trama affiora attraverso il campo e, insieme alla sfocatura che consuma i margini della veste, assorbe la figura in una superficie incerta. Il corpo non si impone pienamente sul fondo, ma oscilla fra ritratto, paramento e apparizione mediatica. L’ovale bruno che lo sostiene non restituisce uno spazio concreto; lo isola come un’immagine ritagliata e rimessa in circolazione.
L’opera porta nel presente pandemico un procedimento costante di Zampogna: prelevare un’identità pubblica e mostrarne la dipendenza dai codici che la rendono riconoscibile. Qui la mascherina non cancella il rango, ma ne verifica il limite. La dignità cerimoniale sopravvive, mentre perde la capacità di garantire distanza e invulnerabilità. Ne deriva una sdrammatizzazione solo apparente: l’immagine resta composta, quasi ufficiale, ma proprio questa compostezza rende più grave l’equivalenza fra autorità e corpo esposto. Il cardinale non rappresenta soltanto un’istituzione durante il Covid-19; registra il momento in cui ogni forma di distinzione deve negoziare la propria visibilità con un segno collettivo di pericolo.












