Volontari curatori di aiuole
2026
- Anno
- 2026
- Tecnica
- Tecnica mista su stoffa
- Dimensioni
- 100 × 90 cm
- Disponibilità
- Disponibile
Testo critico
Testo redatto dall’archivio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, non dall’artista.
La cura volontaria del verde diventa un problema di visibilità: la vegetazione stampata sulla stoffa avvolge i corpi impegnati nell'aiuola e rende incerto il confine tra il gesto concreto e la sua immagine. Nel ciclo Interferenze contemporanee, Zampogna non affida più la contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale» soltanto all'incontro di immagini di diversa provenienza. L'interferenza agisce nella superficie stessa che dovrebbe accogliere la scena. Il titolo attribuisce alle figure un compito comune, ma il dipinto non lascia che quel compito si separi dal repertorio decorativo attraverso cui lo vediamo. La cura delle piante incontra così una vegetazione già disponibile come motivo, sottratta alla durata e alla fatica della crescita.
La figura china verso l'annaffiatoio dà al lavoro un gesto preciso, mentre la figura in piedi ne trattiene l'esito in una presenza meno definita dall'azione. Questa differenza impedisce di leggere le due persone come semplici ripetizioni di una stessa funzione. Intanto il disegno vegetale della stoffa attraversa soprattutto gli abiti chiari e ne attenua i contorni: chi si occupa del verde rischia di essere assorbito dalla sua rappresentazione. La trama ripetuta non descrive l'aiuola in cui le figure lavorano; estende invece un ordine ornamentale a tutta l'immagine, senza distinguere con certezza lo spazio dell'intervento umano da quello del supporto. Anche la visibilità dei corpi sembra dipendere da ciò che li circonda.
Rispetto alle precedenti sovrapposizioni di frammenti pubblicitari e figure, qui la mediazione non ha bisogno di presentarsi come un'immagine estranea. È il motivo vegetale a rendere instabile ciò che il titolo nomina con chiarezza: un'attività concreta, svolta da persone. Le due figure, anonime, provengono da una fotografia scattata dall'artista. L'opera non nega quel lavoro e non lo riduce a una metafora; lascia però aperto uno scarto fra la cura, che richiede attenzione a qualcosa di vivo, e la superficie che può riprodurre il verde senza coltivarlo. In questo scarto, l'interferenza riguarda anche il nostro modo di riconoscere un'azione condivisa quando l'immagine tende a farne decorazione.







