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Testo critico

Testo redatto dall’archivio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, non dall’artista.

In Interferenze contemporanee, un incontro fra figure diventa il luogo in cui la presenza umana perde continuità, attraversata da segni che non appartengono alla scena eppure ne governano la visione. Zampogna non oppone semplicemente un episodio figurativo a uno sfondo ornamentale: li costringe a condividere la stessa superficie, senza che l'uno riesca ad assorbire l'altro. Il gesto di rivolgersi a qualcuno promette una relazione, ma ciò che potrebbe definirla resta sospeso. Nella ricerca dell'artista, l'interferenza non si limita più a mettere accanto immagini di diversa provenienza, come avveniva nel confronto fra «realtà reale» e «realtà mediale». Agisce sulla possibilità stessa di leggere una situazione come un fatto compiuto.

Le fitte linee verticali attraversano persone e spazio con una regolarità che non si adegua ai corpi: la scena rimane riconoscibile, mentre la sua apparente immediatezza viene meno. L'effetto non è quello di una semplice velatura, perché il ritmo dei segni accompagna lo sguardo anche dove i gesti sembrerebbero invitare a fermarsi. I piccoli accenti floreali colorati introducono un'altra misura, discontinua e quasi indifferente all'incontro. Non spiegano chi siano le figure né che cosa le leghi; impediscono, piuttosto, che la prossimità dei corpi si traduca senza residui in un racconto. La stoffa rende questa convivenza materiale: figura, trama e decorazione partecipano allo stesso campo, senza ordinarsi in primo piano e sfondo stabili.

L'opera sposta così l'attenzione dall'identità dei presenti alle condizioni che permettono di riconoscerli e di attribuire un senso ai loro gesti. Non occorre stabilire se l'incontro provenga da un'immagine preesistente per cogliere la tensione che lo attraversa: ciò che si vede resiste sia alla pura cronaca sia alla pura astrazione. Rispetto alle precedenti contaminazioni di Zampogna, qui l'elemento estraneo non interrompe un'immagine già integra. La costituisce insieme alle figure e lascia aperta la distanza fra essere vicini e riuscire a comunicare.

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