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Testo critico

Testo redatto dall’archivio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, non dall’artista.

Mata 5 mette in scena la sopravvivenza del mito come conflitto fra l’unicità della presenza rituale e la ripetizione impersonale dell’immagine mediale. Nel ciclo Mata & Grifone, Zampogna non ricostruisce la leggenda come un’origine integra, ma la sottopone al metodo di contaminazione che attraversa la sua ricerca fin da Artmedia. Mata entra così in rapporto con un codice visivo già prodotto e circolante. La memoria del Sud non viene opposta al presente come rifugio incontaminato: può tornare visibile soltanto entro le forme che il presente usa per organizzare e consumare le immagini.

La frontalità coronata conserva l’autorità cerimoniale della gigantessa, ma la sua fissità la espone anche come figura già codificata, sospesa fra simulacro processionale, ritratto e apparizione teatrale. Attorno a essa, la stoffa stampata a vignette moltiplica una narrazione estranea e discontinua, trasformando lo spazio rituale in un flusso seriale. Il bianco e nero ripetuto del fumetto non si limita a fare da sfondo: oppone alla concentrazione cromatica della figura una temporalità fatta di sequenze, interruzioni e ritorni. Mata sembra emergere da questo regime mediale, ma non riesce a separarsene del tutto. La pittura le restituisce corpo e colore, mentre il supporto continua a trattenerla dentro una superficie riproducibile.

L’opera porta quindi la contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale» nel territorio della memoria collettiva. Nei cicli precedenti Zampogna aveva mostrato come pubblicità, copertine e formule del gioco potessero riorganizzare il volto e il desiderio contemporanei; qui lo stesso problema investe una figura arcaica, legata alla festa e alla trasmissione comunitaria. Il mito non scompare, ma perde la possibilità di presentarsi come presenza originaria. Ciò che resta è una persistenza ambigua: Mata mantiene la propria autorità proprio mentre la serialità circostante la converte in un’immagine fra le altre.

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