Zampogna e Schifano 2
1989
- Anno
- 1989
- Tecnica
- Grafica di Schifano su legno
- Dimensioni
- 180 × 150 cm
- Edizione
- Unique
- Disponibilità
- Disponibile
Serie
Testo critico
L’opera fa dell’appropriazione una prova di distanza storica: la grafica di Schifano resta riconoscibile, ma il campo costruito da Zampogna la trasforma da autorità autonoma a reperto sottoposto a una nuova misura. Nel momento inaugurale di Artmedia, il «saccheggio» del Novecento non serve a confondere le paternità né a rendere omaggio a un modello. Zampogna conserva l’identità dell’opera prelevata proprio per poter intervenire sulla sua autorità, separando ciò che Schifano ha prodotto dalle condizioni abituali della sua circolazione e sottoponendolo a un diverso regime percettivo. Il riferimento al Futurismo, già filtrato dalla grafica appropriata, arriva così allo spettatore attraverso un secondo passaggio storico.
L’ampio campo ligneo scuro isola e ridimensiona la grafica, mutandone la presenza da immagine autosufficiente a inserto esposto. La forte disparità di scala non cancella Schifano, ma rende visibile l’atto con cui Zampogna lo colloca, quasi che il margine fosse diventato il vero luogo critico dell’opera. All’interno del foglio, la sproporzione fra il riquadro figurato compresso nella parte alta e la vasta zona bianca segnata dalla firma sposta l’attenzione dall’iconografia allo statuto autoriale dell’oggetto appropriato. Immagine, nome e supporto non coincidono più: ciascuno rivendica una diversa forma di presenza, mentre la superficie scura impedisce al frammento centrale di imporsi come citazione celebrativa.
In Artmedia, dunque, la storia dell’arte non costituisce uno sfondo culturale, ma una materia già firmata e già riconosciuta che può essere rimessa in gioco senza perdere la propria provenienza. Quest’opera precisa il carattere conflittuale di tale metodo: appropriarsi significa alterare il peso di un’immagine più che modificarne necessariamente il contenuto. Al riguardante resta una doppia attribuzione irrisolta. Schifano continua a essere leggibile come autore della grafica, mentre Zampogna assume la responsabilità del dispositivo che la espone, la contiene e ne rende instabile l’autonomia.









