Zampogna e Le Witt III
1992
- Anno
- 1992
- Tecnica
- Cibachrome e serigrafia
- Dimensioni
- 120 × 100 cm
- Disponibilità
- Archivio
Testo critico
L’opera trasforma l’appropriazione di LeWitt in una verifica critica del confine fra autonomia dell’arte e logica espositiva della merce. Nel passaggio fra Artmedia e Vetrine, Zampogna non si limita a inserire una citazione novecentesca in un contesto estraneo, ma la sottopone al medesimo regime di visibilità che ordina gli oggetti destinati al consumo. Il prelievo conserva la riconoscibilità di un linguaggio geometrico, mentre perde la condizione separata che normalmente ne garantirebbe il valore culturale. Arte e commercio non vengono semplicemente contrapposti: diventano due sistemi di presentazione che producono desiderio attraverso l’isolamento, l’ordine e la ripetizione.
Il riquadro geometrico, assimilato per scala e collocazione agli articoli esposti, assume così il carattere ambiguo di un prodotto fra gli altri. La sua forma concentrata sembra introdurre un principio razionale nel campo, ma la scansione dei recipienti colorati entro la struttura rossa della vetrina gli risponde con una serialità più invadente, capace di tradurre l’abbondanza commerciale in griglia visiva. Il Cibachrome e la serigrafia mantengono percepibile la discontinuità fra immagine fotografica e inserto, senza ristabilire una gerarchia certa: la citazione appare insieme estranea alla merce e già predisposta a condividerne il destino espositivo. Persino il colore, distribuito in variazioni ripetute, sottrae alla geometria il monopolio dell’ordine.
Rispetto all’appropriazione programmatica di Artmedia, il lavoro precisa un problema destinato a riemergere nella ricerca di Zampogna: un’immagine cambia statuto quando entra in un dispositivo che ne governa la circolazione. La vetrina anticipa in questo senso la successiva contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale», perché non documenta soltanto un luogo commerciale, ma mostra una superficie nella quale ogni cosa è già trasformata in immagine disponibile. Il riferimento a LeWitt non è annullato né celebrato. Viene esposto alla possibilità che l’avanguardia, una volta rimessa in circolo, funzioni con la stessa seduzione ordinata della merce.










