Quando il diavolo ti accarezza vuole.. passione
2009
- Anno
- 2009
- Dimensioni
- 125 × 125 cm
- Edizione
- Unique
- Disponibilità
- Disponibile
Testo critico
Nel ciclo «15 Ritratti, 15 Poeti», il ritratto di Mario Lunetta mette l’identità poetica alla prova di due linguaggi impersonali, il proverbio alterato e il verdetto del gratta e vinci, facendo della passione una promessa insieme seducente e smentita. Zampogna non celebra il poeta attraverso la stabilità della fisionomia, ma lo colloca nel punto in cui il riconoscimento personale incontra formule già consumate dall’uso collettivo. Alla minaccia implicita nel diavolo che accarezza, la conclusione «passione» sostituisce l’oggetto atteso del proverbio con una parola ambigua, capace di indicare impulso vitale, coinvolgimento e vulnerabilità.
L’alterazione riattiva la frase proprio perché ne inceppa la memoria automatica: chi legge anticipa una conclusione nota e riceve invece un termine che sposta il discorso dalla perdita dell’anima alla forza del desiderio. Questa apertura viene subito contraddetta da «Non hai vinto», formula che sottopone la parola del poeta alla logica anonima del gratta e vinci e trasforma ogni possibile trasporto in un responso senza premio. Il campo arancione non resta una cornice separata, ma penetra nel ritratto attraverso graffi e fenditure diagonali che interrompono la continuità della stampa. Il volto conserva la propria riconoscibilità, tuttavia appare esposto alla stessa abrasione riservata a una superficie da scoprire e consumare.
L’opera porta così nel ritratto la grammatica elaborata da Zampogna nelle figurazioni del gratta e vinci, ma ne modifica la posta in gioco: non è soltanto la speranza economica a essere svalutata, bensì la possibilità che un’identità autoriale sfugga ai codici comuni. Lunetta rimane presente nella precisione dei tratti, mentre proverbio, colore e verdetto ne impediscono la chiusura celebrativa. La poesia emerge allora non come garanzia di autenticità, ma come capacità di abitare criticamente il linguaggio condiviso, anche quando questo promette passione e restituisce una sconfitta prestabilita.













