Devil & Angel
2005
- Anno
- 2005
- Dimensioni
- 240 × 200 cm
- Edizione
- Unique
- Disponibilità
- Disponibile
Serie
Testo critico
Devil & Angel mette in scena il desiderio di salvezza economica come un giudizio morale prefabbricato, nel quale la scelta individuale viene assorbita dalla grammatica del gioco. Nel ciclo «Gratta e vinci», Zampogna non rappresenta soltanto la promessa di una vincita: mostra come il biglietto organizzi l’esperienza attraverso alternative semplici, premi quantificabili e comandi seducenti. L’opposizione fra dannazione e riscatto assume così la forma impoverita di una scelta commerciale. Anche il destino diventa una combinazione già predisposta, mentre la speranza personale sopravvive come attesa di una verifica.
La figura monocroma, stretta fra due personaggi a colori, perde il ruolo di protagonista e diventa il terreno passivo della loro alternativa. La sua presenza fotografica conserva la densità di una vita reale, ma l’immobilità frontale e la scala delle mascotte la consegnano a un dispositivo che sembra interpretarla in anticipo. Il diavolo e l’angelo, ridotti a emblemi sorridenti e immediatamente leggibili, non incarnano forze opposte: le colature che ne attraversano i corpi incrinano la loro allegria grafica, mentre le somme minime associate alle due opzioni rendono bene e male economicamente equivalenti. Acrilico e inchiostro serigrafico mantengono in attrito presenza umana e codice pubblicitario, senza ricomporli in una scena coerente.
L’opera porta la contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale» fino a una forma di amministrazione simbolica dell’individuo. La lotteria non promette più soltanto denaro, ma fornisce identità, alternative e persino un lessico morale, tutti convertiti in segni consumabili. In questo passaggio risiede il nucleo ironico e tragico del lavoro: la scelta appare libera, ma ogni esito appartiene già allo stesso sistema di valori e cifre. Presentata in «Cirkus» nel 2007, l’opera lascia affiorare sotto il tono ludico una contemporaneità in cui perfino la salvezza è misurata come un premio.












