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Testo critico

Testo redatto dall’archivio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, non dall’artista.

In «lettura», il gesto privato di leggere una poesia incontra la grammatica impersonale del gioco. Nel ciclo «Gratta e vinci», Zampogna porta i segni del biglietto entro situazioni umane; qui la promessa di fortuna si misura con un atto che non cerca una combinazione vincente, ma si sofferma sulle parole. Il foglio trattiene l’attenzione della donna senza mostrare il testo a chi guarda. Attorno a lei, le piccole figure di animali e le denominazioni verdi occupano lo spazio della lettura come segni pronti a essere associati e verificati. La loro semplicità grafica non traduce la poesia in un risultato: i due linguaggi restano vicini, ma non coincidono. La lettura conserva così un tempo proprio, mentre il codice pubblico del gioco tenta di assegnare una risposta prima ancora di conoscere la domanda.

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