Testo critico
L’identità personale emerge qui come una superficie di equivalenza sulla quale la pubblicità distribuisce desideri, ruoli e promesse incompatibili, rendendo «realtà reale» e «realtà mediale» parti dello stesso ritratto. Nel ciclo Ritratti, Zampogna trasferisce il metodo dell’appropriazione dalla storia dell’arte, centrale nell’esperienza Artmedia, ai codici della comunicazione commerciale. Il volto non rappresenta quindi un nucleo autentico minacciato da immagini estranee. Diventa il luogo in cui quelle immagini prendono possesso della persona e ne articolano socialmente il desiderio.
La dominante verde assorbe lineamenti, abito e spazio in una continuità monocroma che conserva la riconoscibilità del soggetto, ma ne attenua la presenza fino a farlo apparire come un’immagine già predisposta alla circolazione. Su questa identità sospesa, i tre inserti non funzionano come semplici citazioni: l’automobile giocattolo Burago, il corpo maschile di Emporio Armani e la confezione di latte intero associano gioco, seduzione e nutrimento senza stabilire una gerarchia. La loro diversa scala interrompe il volto e insieme ne organizza la lettura, come se ogni parte della persona potesse essere tradotta in una promessa di possesso, distinzione o benessere. La discontinuità materiale introdotta dall’inchiostro serigrafico non ricompone i registri, ma rende percepibile l’impersonalità con cui il linguaggio pubblicitario si imprime sull’immagine dipinta.
L’opera precisa così un passaggio decisivo nella ricerca di Zampogna: la contaminazione mediale non circonda più la figura come una serie di finestre aperte sul mondo, ma ne occupa lo stesso piano e ne contesta l’autonomia. Il contrasto fra l’immobilità del ritratto e l’efficienza persuasiva degli annunci produce un’ironia trattenuta, poiché la persona sembra poter coincidere, nello stesso istante, con un giocattolo, un modello corporeo e un bisogno elementare. Ciò che resta non è la denuncia di singoli marchi, ma un’identità resa intercambiabile dai codici che promettono di distinguerla.











