Torna alle opere

Giocagiò

2004

Anno
2004
Dimensioni
50 × 35 cm
Edizione
Unique
Disponibilità
Collezione privata

Testo critico

Testo redatto dall’archivio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, non dall’artista.

Giocagiò trasforma la promessa della fortuna in una grammatica di valutazione che assegna all’individuo un prezzo, una combinazione e una possibilità di riscatto già prestabilita. Nel ciclo Gratta e vinci, Zampogna non rappresenta il biglietto come semplice oggetto di consumo, ma ne dilata il codice fino a farlo coincidere con lo spazio dell’esperienza. La figura entra così in un sistema nel quale giocare non significa scegliere: significa accettare valori, istruzioni e probabilità organizzati altrove. La speranza di mutamento sopravvive, ma soltanto nella forma standardizzata di una vincita immediata.

La figura monocroma interrompe la grafica del gioco, ma la sua frontalità immobile la rende insieme protagonista, posta in palio e superficie da classificare. La riduzione del corpo a immagine quasi stampata attenua la distanza fra identità personale e linguaggio promozionale: l’individuo sembra occupare il biglietto, mentre è il biglietto a definirne la condizione. Intorno, le scritte imperative, il timbro circolare con il valore di un euro e il dado ingrandito non costruiscono un ambiente narrativo. Convergono invece in un dispositivo commerciale che misura il desiderio anziché soddisfarlo. Anche la tecnica mista su carta conserva l’eterogeneità fra ritratto e segni grafici, ma li costringe entro la stessa superficie fragile e seriale, prossima alla vita breve del supporto promozionale.

L’opera porta la contaminazione fra «realtà reale» e «realtà mediale» a una conseguenza più radicale: la realtà mediale non si sovrappone più alla persona come un commento, ma fornisce le categorie attraverso cui essa diventa leggibile. L’ironia del gioco resta inseparabile da una condizione più grave, perché l’invito alla fortuna maschera la povertà delle alternative offerte. Esposta nel 2007 nella mostra «Cirkus», l’opera mostra una contemporaneità in cui il desiderio di cambiamento viene ammesso soltanto dopo essere stato convertito in prezzo, premio e probabilità.

Contiamo le visite con Google Analytics per capire quali opere vengono viste. I cookie tecnici sono sempre attivi. Se rifiuti, contiamo in forma anonima e senza cookie; se accetti, Google può riconoscere le tue visite. Puoi cambiare idea quando vuoi.

Come trattiamo i dati