Torna alle opere

Testo critico

Testo redatto dall’archivio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, non dall’artista.

In «15 Ritratti, 15 Poeti», Zampogna trasforma il ritratto di Lamberto Pignotti in un conflitto fra identità autoriale e linguaggio comune, dove la parola perde autorità proprio mentre torna a produrre senso. La riconoscibilità del poeta non garantisce infatti un linguaggio integro: viene sottoposta a una formula proverbiale che dovrebbe trasmettere un sapere condiviso, ma che l’alterazione rende esitante e improduttiva. Il ritratto abbandona così ogni funzione celebrativa e diventa il luogo in cui memoria personale, automatismo verbale e codice mediale si contraddicono senza annullarsi.

La conclusione incongrua «farfugliare» devia l’attesa implicita nel proverbio e converte una frase consumata dall’uso in un inciampo che obbliga a leggerla di nuovo. Il verbo non completa il sapere comune, ma lo porta verso un parlare inceppato, sospeso fra espressione e rumore. Sotto la frase, il verdetto «Non hai vinto» trasferisce questa crisi nella grammatica impersonale del gratta e vinci: la parola del poeta e la promessa del premio vengono misurate dallo stesso dispositivo, che assegna valore attraverso un esito secco e anonimo. Le intrusioni verdi attraversano il volto serigrafato e ne interrompono la continuità, facendo della pittura non un complemento del ritratto, ma una pressione che impedisce all’identità di fissarsi in immagine compiuta.

Rispetto ai precedenti lavori dedicati alla fortuna e alla ricchezza illusoria, l’opera sposta il meccanismo del gioco sul terreno del linguaggio e della relazione personale. Non è più soltanto l’aspirazione economica a essere svalutata: anche le formule con cui una comunità organizza l’esperienza appaiono simili a combinazioni già stampate, disponibili a un verdetto. Pignotti resta riconoscibile, ma la sua presenza sopravvive dentro codici che insieme la espongono e la disturbano. Zampogna lascia così aperta una tensione precisa: l’identità non coincide con il volto né con la parola, ma si forma nell’attrito fra entrambi e i sistemi impersonali che li mettono in circolazione.

Contiamo le visite con Google Analytics per capire quali opere vengono viste. I cookie tecnici sono sempre attivi. Se rifiuti, contiamo in forma anonima e senza cookie; se accetti, Google può riconoscere le tue visite. Puoi cambiare idea quando vuoi.

Come trattiamo i dati