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Testo critico

Testo redatto dall’archivio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, non dall’artista.

Nel ciclo «15 Ritratti, 15 Poeti», il ritratto di Vito Riviello trasforma la pazienza da virtù morale in attesa regolata da formule collettive, dove identità, linguaggio e promessa di fortuna perdono insieme la propria stabilità. Zampogna sottopone la riconoscibilità dell’amico poeta a due codici già consumati dall’uso: il proverbio, deposito di una saggezza comune, e il verdetto del gratta e vinci, formula anonima che misura il desiderio attraverso l’esito. Il ritratto non celebra dunque un’identità letteraria, ma la colloca nel punto in cui parola personale e linguaggio prefabbricato si contaminano.

La conclusione incongrua «Fanti» impedisce al proverbio di richiudersi sul significato previsto. Il termine può essere letto, senza risolverne il riferimento, come una deviazione che restituisce alla frase un margine di invenzione e porta la parola poetica dentro un enunciato logorato. Più in basso, «Non hai vinto» converte la pazienza evocata dal testo in un’attesa immediatamente frustrata: alla durata della virtù oppone la secchezza impersonale del responso. Attraverso il volto, i segni diagonali e le campiture irregolari non funzionano come ornamento, ma incrinano la continuità dell’immagine serigrafica, assimilando la presenza di Riviello a una superficie già usata, attraversata e sottoposta a cancellazione.

L’opera riprende la grammatica di «Gratta e vinci», ma ne sposta la posta in gioco dalla ricchezza illusoria all’identità. Qui ciò che viene messo alla prova non è soltanto la speranza di un premio: è la possibilità stessa che un volto o una frase conservino un significato integro entro i codici della comunicazione collettiva. La riconoscibilità di Riviello resiste, mentre scrittura e gesto ne impediscono la fissazione celebrativa. Zampogna lascia così convivere amicizia, ironia e perdita: il poeta emerge come individuo, ma anche come luogo nel quale il linguaggio comune viene deviato e il verdetto mediale rivela la propria capacità di ridurre ogni attesa a un esito consumabile.

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